
In autunno incendiano il cielo come frecce di luce. Poi, ad un tratto, abbandonano le foglie per divenire alberi di navi fantasma che solcano un mare dorato. Le foglie bilobate creano tappeti di sole autunnale, piccoli ventagli che si accendono di una luce propria e perpetua.

Foglie di ginko biloba in autunno
Il Ginko biloba è un fossile vivente che può vivere oltre 1000 anni e che risale ad oltre 200 milioni di anni fa: le piante con cui condivideva la vita sulla Terra sono scomparse con i dinosauri 65 milioni di anni fa, mentre Lui ha resistito a cambiamenti climatici, glaciazioni, meteoriti, terremoti e siccità. Con l’arrivo della specie umana (possiamo dire che il Ginko ci ha visto nascere!) ha superato anche un attacco nucleare: sono 6 i Ginko biloba venerabili che fanno parte degli Hibakujumoku, alberi sopravvissuti al bombardamento di Hiroshima, simboli di speranza e di rinascita.

Ginko sacro nel tempio buddista di Guanyig Gu
Se ha potuto resistere all’atomica, non è difficile credere che sia uno degli alberi più resistenti anche a insetti erbivori, funghi, batteri e all’inquinamento atmosferico.
Eppure, le poche specie selvatiche della Cina orientale ci raccontano di un momento della storia in cui il Ginko si sarebbe estinto se non fosse stato protetto nei monasteri e nei templi dell’Estremo oriente come albero sacro. Scoprendone le proprietà curative e ammirandone la bellezza, l’uomo ne ha garantito la sopravvivenza e lo ha eretto a simbolo di sacralità e di longevità.
Dedicare qualche giornata d’autunno al foliage o al Momujigari (la festa d’autunno in Giappone), ad osservare l’incendio di luce del ginkgo (ma anche quello di fuoco dell’Acero), è un esercizio di meraviglia, di sacralità e, insieme, di pace.

Tappeti di sole in autunno
CURIOSITA’
Ginko sembra derivare da un errore di trascrizione del giapponese gin kyo che significa Albicocca d’argento

Pseudo-frutto di Ginko
BOTANICA qualche curiosità
Il Ginko è una conifera che può essere maschio o femmina (specie dioica).
Dai coni penduli degli alberi maschili si libera il polline che, trasportato dal vento, atterra su una piccola ghianda dal lungo peduncolo (strobilo) presente sull’albero femminile. Questa, a seguito dell’impollinazione, assume un aspetto carnoso simile ad un frutto. Ma, mentre l’impollinazione avviene sulla pianta in primavera, la fecondazione avviene a terra in autunno, quando gli pseudo-frutti cadono a e sfrutteranno piccole gocce di umidità per il trasporto dei gameti ciliati (fuoriusciti dal polline scoppiato). Uno solo di questi feconderà quello che si trasformerà in un seme rivestito di una parte carnosa che, seppur simile ad un’invitante piccola albicocca, a maturazione o se schiacciato, produrrà un fetore rancido e simile a quello delle feci di animale.
Questo è il motivo per cui nei giardini pubblici, nei vivai o in città si prediligono gli alberi maschili
I semi di Ginko, privati della polpa un po’ fetida, si usano essiccati, spaccati, bolliti o arrostiti, offerti come snack o inseriti in alcune ricette nel Sud-Est asiatico. Occorre fare attenzione però perché contengono un veleno chiamato comunemente ginkotoxin che, con una manciata di semi, può causare disturbi di stomaco, stordimento fino alle convulsioni.

Semi e foglie di Ginko
FITOTERAPIA e DISTURBI COGNITIVI
A differenza della medicina cinese che ne utilizza i frutti, la fitoterapia occidentale ne utilizza solo le foglie perché contengono due gruppi di sostanze: i derivati terpenici (ginkgolidi e bilobalide), responsabili dell’attività anti-PAF (fattore attivante piastrine, quindi attività anticoagulante), e il gruppo dei ginko-flavonoidi dotati di attività specifica sul microcircolo: proteggono le membrane biologiche dall’azione dei radicali liberi, aumentano la resistenza capillare riducendo anche la permeabilità, migliorano l’utilizzo tissutale di ossigeno e glucosio, interferiscono sulla sintesi del nitrossido (cancerogeno).
Gli estratti della pianta trovano applicazioni principalmente
- Nella prevenzione e nella terapia dell’arteriosclerosi e delle sue manifestazioni cliniche (cardiopatia ischemica, arteriopatie obliteranti degli arti inferiori, cerebro vasculopatie)
- Nel diabete mellito
- Nell’angiosclerosi cerebrale senile
- Nell’insuffcienza vertebrobasilare e nelle sidromi vertiginose in genere
- Nella prevenzione dei danni vascolari da ipertensione arteriosa e da fumo
- Nella prevenzione delle trombosi venose
Si utilizza l’estratto secco standardizzato al 24% di flavonoidi, al 6% di ginkolidi ed esente da acidi ginkolici. La posologia media è 80 mg, 2-3 volte/die.
Tutti i lavori clinici fino ad ora pubblicati sono stati condotti con questo tipo di estratto per cui non sono possibili estrapolazioni con tinture, succhi ed estratti non standardizzati. Precauzioni d’uso vanno adottate per soggetti con turbe della coagulazione, per epatopatici e in gravidanza. Sono possibili interazioni con antiaggreganti piastrinici e anticoagulanti.
Gli estratti di Ginko biloba sono da tempo utilizzati contro i disturbi cognitivi.
Numerosi gli studi clinici effettuati su pazienti anziani malati di Alzheimer, pazienti con insufficienza cerebrovascolare, ma anche su studenti che dimostrano un miglioramento del livello di attenzione e della memoria: studi effettuati vs placebo e vs farmaci di sintesi. E’ fondamentale utilizzare estratti ottenuti dalle foglie, standardizzati in flavonoidi, ginkolidi ed esenti da acidi ginkgolici. In particolare, è emerso come il Ginko biloba migliori il quadro clinico dei soggetti non ancora molto compromessi mentre si limiti a stabilizzarlo nelle forme più gravi, con un’efficacia clinica pressochè identica a quella dei farmaci di sintesi studiati e con un’incidenza di effetti collaterali significativamente più bassa.
Interessante inoltre un recente RCT, doppio cieco vs placebo, condotto su pazienti con ansia generalizzata con un estratto di Ginko biloba. I risultati sono molto positivi e dose-dipendenti. In 4 settimane di terapia, 480 mg di estratto di Ginko hanno ridotto di 14 punti il punteggio sulla scala di Hamilton per l’ansia, 240 mg lo hanno ridotto di 12 punti e il placebo di 7,8 punti.
BIBLIOGRAFIA
- Drori J., Clerc L. (illustrazioni). Il giro del Mondo in 80 piante. Milano. L’Ippocampo; 2021.
- Zare G., Paravicini S. (illustrazioni). Piccolo manuale illustrato per cercatori di foglie. Milano. Il Saggiatore; 2021.
- Fiorenzuoli F. Fitoterapia – guida all’uso clinico delle piante medicina (IV edizione). Milano. EDRA; 2017.
- Rigutti A. Botanica – Atlanti scientifici (II edizione). Firenze. Giunti Editore; 2018.
- Poli F. Biologia farmaceutica (II edizione). Pearson
